Il muro

Non tutti i muri sono crollati: Saharawi, un popolo diviso.

ll Muro Marocchino o muro del Sahara Occidentale- anche noto con il termine Berm  o “Muro della vergogna”- e’ lungo 2720 chilometri e, fatto di sabbia e pietra, sembra quasi una muraglia innocua, di cui infatti nessuno sembra conoscere l’esistenza.

In realtà’, cela ai suoi piedi oltre cinque milioni di mine e 160 mila militari marocchini che lo controllano

Costruito tra il 1980 e 1987, è tuttora un’arma silenziosa che miete tra le 20 e 30 vittime all’anno, tra cui la maggior parte sono civili e minori.

Sono proprio pietre e sabbia ad aver diviso da quasi 37 anni un territorio -Il Sahara Occidentale- dal suo popolo-il popolo Saharawi.

Un parte del popolo Saharawi, infatti, cercando di fuggire dall’invasione del Marocco, è costretta a vivere nei campi profughi in Algeria, al di là del muro, in dei territori che non gli appartengono.

La sua vera terra si chiama Sahara Occidentale, i cui confini nelle mappe sono in  parte tratteggiati, in parte rigidi- visibilmente un tentativo da parte dell’uomo di distruggere i confini naturali per costruire nuove barriere, nuovi muri.

Ed è per questo che il Sahara Occidentale, è chiamato dagli Spagnoli “Sahara Spagnolo”, dal Marocco “le Province del Sud”, quando, per secoli, i pastori di cammelli lo hanno semplicemente chiamato casa. Ora si chiama “territori occupati”.