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Progetto Accoglienza “Piccoli ambasciatori di pace”

I bambini e le bambine sahrawi vivono in esilio nel torrido deserto algerino. Confinati in pieno deserto, non riescono nemmeno ad immaginarsi il “Mare”: il profumo di salmastro portato dalle sue onde, i suoi pesci, quel suo colore che passa dall’azzurro al verde fino al profondo blu, la sua maestosità.

Vivono in una terra massacrata, ferita, come i loro fragili corpicini. Corpi troppo spesso attaccati dai parassiti, presi con un semplice e vitale sorso d’acqua; perché purtroppo qui l’acqua è contaminata e non hanno niente per sanificarla. Ai loro fragili corpi mancano vitamine e proteine: per averle dipendono completamente dagli aiuti internazionali che scarseggiano sempre di più. Purtroppo le scorte inviate, troppo spesso, si deteriorano a causa del clima o durante il trasporto, mentre, altre volte, vengono consumati prodotti ormai già scaduti.

I bambini studiano con scarso o nullo materiale scolastico, sforzandosi d’imparare arabo e spagnolo, nella speranza che questo un domani garantisca loro un futuro migliore. Nei campi di rifugiati sahrawi, i bambini e le bambine giocano molto, anche se per loro i giocattoli sono quelli che noi considereremmo scarti o rifiuti, come ad esempio resti di barattoli o pneumatici rotti, ma fortunatamente sono molti fantasiosi e sanno rendere speciale quel poco che hanno.

Laggiù dove i bambini e le bambine sahrawi sopravvivono, non ci sono piante, né colombe; ma da diversi anni, grazie al programma “piccoli ambasciatori di pace” quei bambini sono diventati colombe messaggere nel mondo.

Il programma “piccoli ambasciatori di pace” consiste nell’accogliere bambini e bambine sahrawi tra i 7 e i 12 anni, da parte di famiglie italiane durante i mesi estivi: un’accoglienza temporanea che comprende l’alloggio, il mantenimento e parte dell’educazione. Ebbe inizio nel 1976, proprio durante il conflitto armato, anche se dapprima venivano accolti in una colonia sulla costa algerina.

Il progetto si è diffuso poi in Europa a partire dagli anni ‘80.

I primi bambini ci mostrarono, sgranando gli occhi con ammirazione e stupore, quanto per loro fosse magica anche la semplice “acqua corrente” nelle case: volevano portarsi a casa quel rubinetto magico, convinti che fosse quello a permettere il “miracolo”. I bambini che arrivano adesso non si meravigliano più su queste cose, ma non hanno perso l’illusione di scoprirne altre nuove che, per loro, rimangono avvolte da quell’alone di magia. Le famiglie che accolgono i bambini ogni estate, raccontano che ogni volta è più ciò che ricevono da queste piccole ed ingenue creature, rispetto a quello che riescono a dar loro.

Le associazioni presenti sul territorio toscano, portano avanti questo progetto da molti anni: un programma che mira a portare questi bambini via dalle tendopoli nei mesi estivi dove le temperature raggiungono anche i 50°. Senza considerare che questo permette loro di conoscere anche una nuova cultura, una nuova lingua, nuove tradizioni, abitudini...

Vista la scarsità di risorse del paese d’origine, venendo in Italia riusciamo a garantire loro analisi e visite mediche gratuite: qualcosa di fondamentale importanza in un ambiente estremo come quello in cui vivono.

I benefici che ottengono i bambini e le bambine sahrawi sono molti. La loro salute migliora, così come la loro vitalità, godono di un clima migliore, di una sana e variegata alimentazione, stabiliscono relazioni di amicizia con bambini e bambine italiane, creando forti legami con le famiglie che li accolgono.

Questo programma non pretende, non vuole e non deve essere per loro una via di fuga dalle dure condizioni di vita del deserto sahariano per non fare più ritorno in quei luoghi…nei loro luoghi. I bambini sahrawi tornano dalle proprie famiglie felici di rivedere i propri genitori e fratelli; li aspetta una vita familiare in perfetta armonia, circondati dai propri affetti primari. Nella società nella quale sono nati, la famiglia è molto importante ed è per loro punto di stabilità e sicurezza che nonostante le situazioni avverse consente loro la sopravvivenza ed una vita dignitosa.

Gli obiettivi del programma sono:

  • Dare la Possibilità ai bambini e alle bambine dei campi rifugiati di uscire dalle dure condizioni in cui vivono durante i mesi estivi in cui le temperature raggiungono i 50°
  • Fare accertamenti medici e curare eventuali problematiche che in un campo profughi sarebbero impossibili da risolvere. Molti bambini presentano anemia causata da un’alimentazione povera.
  • Dare la possibilità di avere un’alimentazione sana e variegata.
  • Dare la possibilità di conoscere un’altra lingua e cultura.
  • Permettere ai bambini e alle bambine di vivere un’esperienza ludica ed educativa: scoprire il teatro, la magia, il cinema, il mare, la piscina, i parchi, la flora e la fauna.
  • Far conoscere e diffondere la causa sahrawi in Italia.